Il Piano descrive gli interventi infrastrutturali, di innovazione tecnologica, di adeguamento normativo e di evoluzione funzionale fino al 2029
Il piano si articola in 4 pilastri:
- Interventi di abilitazione della transizione energetica: Gli interventi pianificati garantiranno il mantenimento e miglioramento delle condizioni di adeguatezza della rete, considerando gli incrementi di carico e di generazione distribuita attesi. Il processo di transizione energetica, in atto, implica per l’intero settore elettrico una serie di sfide da affrontare. In particolare, i gestori delle reti di distribuzione dovranno essere in grado di sostenere e gestire da un lato l’incremento dei carichi, per via della crescente elettrificazione dei consumi, dall’altro la diffusione della generazione distribuita da fonti rinnovabili e le nuove modalità di partecipazione degli utenti finali al mercato dell’energia.
- La pianificazione degli interventi sulle reti di media e bassa tensione è basata sul principio del risk-based approach (approccio basato sul rischio), che si fonda sulla valutazione dei rischi associati ai componenti della rete (rami), considerando due fattori chiave che contribuiscono al rischio complessivo:
- Interventi di digitalizzazione della rete: diffusione sempre più capillare dell’automazione della rete e della gestione a distanza delle operazioni di comando e controllo della rete. Questa automazione sarà resa possibile attraverso l’adozione di tecnologie innovative, mirate a migliorare l’osservabilità, la gestione e la sostenibilità dell’intera rete.
- Ricorso alla flessibilità: La necessità di gestire la transizione energetica porta il distributore ad affiancare i meccanismi di flessibilità ai soli investimenti in potenziamento delle reti elettriche, al fine di massimizzarne l’efficienza in ottica di utilizzo energetico.
Gli scenari energetici al 2030 hanno condotto ad una stima di ricorso alla flessibilità per un valore complessivo, allo stesso anno, di 125MW.








